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- Archivio storico -
Rahmat Khosrovi fu promotore e artefice della
creazione di numerose associazioni ed attività dedicate alla condizione
politica dell'Iran ed a quella degli iraniani in Italia. Oltre a ciò,
Khosrovi costituì un ricco archivio che raccoglie e testimonia
sessanta anni di attività politiche e sociali degli iraniani. Di
seguito proponiamo una parte di questo interessante archivio, riguardante
la nascita, gli obiettivi e le vicende legate all'associazionismo ed al
coinvolgimento degli iraniani in queste attività.
UNURI
Comunità Iraniana – UPTER- Comune di Roma ( Università
Per la Terza Età)
L’esigua presenza iraniana in Italia, come quella nell’Accademia
Navale di Livorno e presso il conservatorio di Santa Cecilia di Roma,
insieme a un gruppo di commercianti, diventò significativa agli
inizi degli anni ‘50, dopo il colpo di stato contro il governo popolare
del Dr. Mossadeg, fautore della nazionalizzazione dell’industria
petrolifera iraniana sfruttata, fino ad allora ed in modo iniquo, dalla
Gran Bretagna.
Dopo il ritorno dello Scià dall’esilio e la restaurazione
della monarchia, seguì alla repressione un riflusso dei movimenti
popolari e democratici in Iran e l’occidentalizzazione forsennata
della società iraniana e delle sue strutture economico –
militari.
I flussi d’arrivo vennero stimolati dalla fuga degli intellettuali
oppositori al potere dispotico- militare dello Scià , nonché
dalle esigenze gestionali dell’apparato amministrativo statale che
favoriva, anche economicamente, le famiglie del ceto medio e medio-alto
nell’intraprendere gli studi universitari all’estero. Inoltre,
la facilità di accesso agli Atenei italiani e la semplicità
delle procedure burocratiche, aggiunte all’accoglienza fornita dalle
famiglie italiane del dopoguerra, favorivano l’integrazione di questi
flussi in Italia.
La presenza degli iraniani in Italia veniva percepita, dagli italiani,
come quella di un unico popolo chiamato “Persiani”. Il mosaico
iraniano di lingue, etnie e religioni offriva una immagine unitaria dovuta
alla convivenza millenaria che di questo mosaico faceva una ricchezza
della società iraniana.
Gli intellettuali iraniani, fortemente impregnati di cultura francese,
scoprono quella italiana.
Il coinvolgimento professionale degli iraniani in vari settori, in particolare
nel frequente doppiaggio a Roma dei film italiani degli anni 50 e 60 ,
ha avuto un ruolo importante nella diffusione della cultura italiana in
Iran.
La vita sociale degli iraniani in Italia si è sviluppata in seno
all’UNURI (Organizzazione universitaria italiana), prima, e nei
circoli culturali e organizzazioni para – politiche e politiche
italiane, poi.
Alla fine degli anni ‘50, gli studenti iraniani di Roma , Firenze
e Perugia erano già organizzati in associazioni studentesche a
carattere prettamente sindacale per affrontare i problemi logistici e
assistenziali dei nuovi arrivati.
Nei primi anni ‘60, la crescita dell’opposizione alla cosiddetta
“Rivoluzione bianca” dello Scià, portava alla occupazione
militare e alla chiusura di molti atenei nelle città iraniane e
aumentava l’arrivo in Italia di nuovi universitari che ingrossavano
le file delle organizzazioni studentesche iraniane.
La fuga degli oppositori greci al colpo di stato dei colonnelli e l’effervescenza
delle prime lotte studentesche per la riforma universitaria (Lettere e
Architettura) crearono il clima favorevole alla politicizzazione delle
associazioni studentesche italiane e straniere, tra le quali quelle iraniane,
riunite nella “Confederazione Nazionale degli Studenti Iraniani.”
Nel 1964, viene creato a Roma, da un gruppo di intellettuali iraniani,
“Il Centro d’Insegnamento e Lavoro”, detto “MAK”
che con la sua consistente biblioteca, organizzò corsi di lingua
italiana, di pittura, di scultura e di materie scientifiche in supporto
ai corsi universitari. Accanto all’attività professionale
e assistenziale, ha sviluppato seminari e molte iniziative culturali e
di ricerca avvalendosi della collaborazione di eminenti docenti universitari,
come i proff. Benevolo e Insolera. Ha fornito impulso e sostegno alla
realizzazione di centri similari nelle altre città europee con
presenze iraniane.
Con la recrudescenza della lotta contro la monarchia dispotica, gli Iraniani
creano in Italia (e in varie città europee ed americane) diverse
organizzazioni di denuncia e di difesa dei prigionieri politici e dei
diritti umani in Iran.
CUDI
Il Comitato Unitario per la Democrazia in Iran (C.U.D.I.), creato a Roma
nei primi mesi del1975, era un organismo autonomo composto da membri iraniani,
esponenti antifascisti di diverse collocazioni politiche, che si prefiggeva
di promuovere una serie di attività tendenti a sviluppare contatti
e iniziative politiche all’estero per la difesa delle libertà
e della democrazia in Iran.
Le principali attività di questo comitato si svilupparono attraverso
i seguenti mezzi:
- Stampa di un periodico di informazione “IRAN – Cammino
della libertà”, pubblicato a partire dal luglio 1975, il
cui comitato di redazione annoverava, fra gli altri, i giornalisti Arnaldo
Agostini, Piero Eleuteri, Gianfranco Lannutti, Arminio Savioli, l’avv.
Guido Calvi (ora senatore), l’arch. Rahmat Khosrovi, coordinatore
e promotore del movimento.
- Conferenze sulla situazione iraniana. A mo’ di esemplificazione
citiamo la “Conferenza sulla situazione politica e socio-culturale
dell’Iran” svoltasi il 20 ottobre a Venezia; l’incontro-dibattito
sul tema “Evoluzione della situazione in Iran” tenutosi il
30 ottobre 1978 a Roma presso la Casa della Cultura, con la presenza di
personaggi del calibro di Luciana Castellina, Remo Salati, Rinaldo Scheda,
Raniero La Valle. Parteciparono all’incontro esponenti politici
e studiosi iraniani e rappresentanti delle forze politiche e sindacali
italiane; e ancora l’incontro con il giornalista iraniano Rahmat
Khosrovi sul tema “Dove va l’Iran?”il 13 dicembre 1979
a Milano presso il Club Turati.
- Mostre culturali e politiche come la Mostra grafica e documentaria
sul tema “Repressione e lotta popolare in Iran” che ebbe luogo
a Milano, presso il Circolo di via De Amicis 17 dal 29 gennaio al 15 febbraio
1976, e fu inaugurata dal sindaco On. Aldo Aniasi.
- Articoli e comunicati sulla stampa italiana: L’Unità,
Paese Sera, L’Ora …ecc.
Il C.U.D.I. ha svolto, inoltre, una vastissima campagna d’informazione
sulla situazione dei prigionieri politici in Iran ed ha costituito un
collegio di giuristi italiani, tra cui l’avv. Luigi Cavalieri, che
assistettero gli intellettuali e democratici iraniani nei processi a loro
carico davanti ai tribunali militari dello Scià, inviando anche
giornalisti come il dott. Giancarlo Lannutti.
Il 4 luglio 1975, il CUDI partecipò, nella persona del suo promotore
arch. Rahmat Khosrovi, con la Fondazione Lelio Basso, alla stesura della
“Carta di Algeri” che diede vita alla “Lega Internazionale
per i Diritti e la Liberazione dei Popoli”. Nel 1979, durante il
primo anno della rivoluzione iraniana, il rappresentante del CUDI, accompagnò
la delegazione unitaria dei tre sindacati nazionali (CGIL, CISL e UIL)
negli incontri e discussioni con personalità del nuovo governo
post rivoluzionario e le organizzazioni sindacali in varie città
iraniane.
Con la rivoluzione del settembre 1979 il comitato, che aveva assolto l’obiettivo
principale di contribuire alla lotta del popolo iraniano per abbattere
la dittatura dello Scià, si trasformò nel 1981 nella “Lega
Internazionale per la Difesa dei Diritti Civili e Democratici in Iran”
con l’intento di continuare a lottare per realizzare le libertà
democratiche e le garanzie civili in Iran.
LEGA
La “Lega Internazionale per la Difesa dei Diritti Civili e democratici
In Iran” venne costituita a Roma nel giugno 1981 in seno alla Lega
Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli, mentre comincia
una nuova fase di arrivi in Italia, come prima tappa , di famiglie e di
rifugiati per l’inizio della guerra tra Iran Iraq .
Come si evince dal suo statuto, “La Lega è impegnata per
il rispetto in Iran dei diritti umani e delle altre libertà fondamentali
internazionalmente riconosciute …. La Lega opera anche perché
sia riconosciuto agli esuli e ai profughi iraniani in Italia il diritto
di asilo ai sensi dell’art. 10 della Costituzione Italiana e dell’art.
14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.”
La Lega fu costituita in Associazione con atto notorio datato 30 novembre
1987. I soci fondatori furono: l’On. Adele Faccio, deputato; Mohammad
Bagher Nassir Sadat Salami, docente universitario; Jubin Fatemi, architetto;
Luigi Cavalieri, avvocato; Sergio Giulianati, sindacalista C.G.I.L.; Rahmat
Khosrovi, architetto; Asaad Afra, studente. Alla presidenza venne eletta
l’On. Giancarla Codrigani, vicepresidente l’On Adele Faccio,
che le subentrò, perché dimissionaria, il 25 gennaio 1988.
L’arch. Khosrovi, segretario e coordinatore della Lega dalla sua
istituzione, ne venne nominato rappresentante legale il 9 dicembre 1990
e incaricato “a rappresentarla presso gli Enti Locali del Lazio
e nella fattispecie presso la Consulta Provinciale di Roma ed a promuovere
ufficialmente iniziative che riguardavano il mondo dell’immigrazione
nei settori dell’immigrazione, assistenza e cultura d’origine”.
Alla Lega hanno assicurato la loro collaborazione molte personalità
italiane e straniere della cultura, della politica, del diritto e del
sindacalismo.
I principali progetti presentati dalla Lega agli Uffici Immigrazione del
Comune e della Provincia di Roma e della Regione Lazio sono stati:
1) Alfabetizzazione e cultura d’origine (lingua madre).
I corsi hanno avuto inizio nell’anno sc. 1989-90 presso l’I.T.I.S.
Fermi – via Trionfale e poi presso l’I.T.I.S. Bernini –
via Robilant a Roma, proseguendo complessivamente per 10 anni consecutivi.
Va rimarcato che quando nel 1994 vennero pretestuosamente interrotti i
finanziamenti da parte della Provincia di Roma, i corsi proseguirono sulla
base di puro volontariato fino all’anno sc. 1998-99, sempre ben
accetti dalle autorità scolastiche del Bernini grazie al credito
personale dell’arch. Khosrovi e per l’apprezzamento delle
attività culturali da lui promosse.
Nei 10 anni di attività dei corsi di lingua madre, si sono iscritti
complessivamente oltre 250 alunni ai vari livelli, mentre l’attività
nel campo della cultura generale ha visto la partecipazione di molte centinaia
di adulti ogni anno.
2) Assistenza.
I primi anni di attività della Lega hanno coinciso con una grave
repressione in Iran. La Lega organizzò gratuitamente una vasta
attività di assistenza ai rifugiati politici iraniani, che sceglievano
l’Italia come paese di transizione verso paesi terzi. Migliaia sono
stati gli interventi a favore dei richiedenti asilo o transitanti anche
di altri paesi, con un impegno talvolta assai pesante che ha gravato particolarmente
sul segretario della Lega arch. Rahmat Khosrovi che ha avuto come interlocutori
diretti e permanenti, per la molteplicità degli interventi in favore
dei richiedenti aiuto, l’alto Commissariato dell’ONU e la
stessa Questura di Roma.
3) Intercultura
La Lega lanciò il progetto di intervento interculturale “I
giovani del Lazio incontrano i giovani del mondo”, che aveva l’obiettivo
di far conoscere le varie realtà ed i valori culturali presenti
nella Regione Lazio (e in Italia), di cui i cittadini del mondo erano
portatori, coinvolgendo le scuole ed i distretti scolastici. Questo per
una conoscenza reciproca tra i Popoli per combattere il razzismo e l’intolleranza.
Il progetto ebbe luogo nell’anno sc. 1993-94 con i Paesi: Iran,
Palestina, Libano, relatori l’arch. Rahmat Khosrovi per l’Iran,
il regista Abed Hatem per la Palestina e l’arch. Wahib Marzouk per
il Libano. Le scuole coinvolte furono: S.M.S. “G. Buzzone”
e S.M.S. “Porto Romano”, entrambe a Roma-Fiumicino.
Il progetto si sviluppò attraverso:
- Seminari di storia e cultura sul paese in discussione, concepiti in
modo da fornire elementi informativi di base storici, culturali, semantici
generali (poesie, fiabe, aneddoti …ecc.), con distribuzione di dispense
preparate dai relatori;
- Rappresentazioni musicali, teatrali, di drammatizzazione, nonché
organizzazione di mostre di pittura e scultura …ecc. Tale iniziativa
era aperta anche ai cittadini del distretto interessato.
Sempre per favorire il dialogo tra le culture dell’immigrazione
e la società italiana la Lega inventò la manifestazione
“Settimana dei popoli” che diventò poi “Incontro
dei popoli”dal 1989 al 1993 in varie prestigiose sedi dall’isola
Tiberina del I anno a Villa Borghese del IV.
Lega inizio le sue attività con l’assistenza di tutela e
di orientamento ai chiedenti d’asilo dei giovani , collegio dei
avvocati per la tutela dei diritti , pubblicazione di Bollettini di informazione
, scuola di madre lingua presso Scuola di Bernini di Ponte Milvio , Celebrazione
delle feste nazionali Chaharshanbe Suri ( salto sul fuoco per ultimo Mercoledì
dell’Anno. Festa del capodanno Now Ruz , Sisdah Bedar ( fuori porta
del 13 simo giorno), ormai da decennio divenuta una tradizione tra gli
iraniani residenti fuori della patria.
Dal 1983, I Membri della “lega” partecipavano alla Consulta
dell’immigrazione presso il Comune di Roma , Crescente flussi dei
rifugiati iniziati dalla Polonia e dal Paesi dell’EST oltre quelli
provenienti dall’Etiopia, Eritrea, Somalia, Iraq, Iran, Sahrawi
, qualche Berbero di Marocco e i Kurdi di diversi Nazioni , Ai rifugiati
si aggiungevano gli immigrati di altri nazioni per cerca di lavoro, Il
clima in Italia cominciava essere pesante con atti terroristici che peggioravano
già esistente condizione dei Rifugiati Extraeuropei non tutelati
per la mancata Applicazione dell’Art. 10 della Costituzione e per
non avere una tutela dalla Convenzione di Ginevra del 1951 che tutelava
solo i profughi dell’EST . cosiddetto Limitazione dei Confini Geografici..
I rifuggiati,massicciamente arivavano dal cile nel 1973 e dalla Eritrea,
somalia e Etiopia nel 1974
Inizi del’ 80 Ormai in Italia vigeva una campagna antistraniero,
perché terroristi o prevalentemente rubavano i lavori dei italiani
, Italia in quelli anni si registravano un forte numero di disoccupati.
Tantovero che i rifugiati Sotto il mandato dell’Onu erano 86% nel
1980 mentre nel 1986 i rifugiati provenienti dall’est furono solo
4% un calo vertiginoso per i rifugiati del est ma peggi era pewr quelli
extraeuropei che non riuscivano avere una tutela.
La stessa misura diminuivano gli studenti esteri e borsisti che registravano
ormai un 3% anziche 17% come gli anni passati del “ 70
Nel 1986 con la chiusura della Consulta “ Lega fu il promotore di
una organizzazione con il nome Il Presidio , per assistere i rifugiati
di diversa provenienza e la denuncia contro indiscriminata espulsioni
dei rifugiati ed immigrati dovuti a una visione di Emergenza e applicazione
del Testo Unico del Codice Rocco.
Nel 1986 veniva approvata una legge con il N 943 /86 con collaborazione
degli associazioni in campo compreso La “Lega” La Legge approvata
nel Parlamento era elaborata insieme alle associazioni per essere una
legge per i rifugiati e immigrati anziche una legge solo per i lavoratori
immigrati dipendenti . da sottolineare che nessuno aveva il diritto di
stare in Italia perciò non poteva nemmeno essere un lavoratore
dipendente;;
Nel Aprile 1986 IL PRESIDIO non accettando di essere organica a nessun
partito, ponendoci un segretario faccendo calare dall’alto un nome,
ma le associazioni numerosi hanno cambiato subito il nome del Presidio
, di sorpresa hanno scelto un segretario di origine Palestinese e una
nuova sigla “ Federazione delle Organizzazioni e delle Comunità
Straniere in Italia - FOCSI;
Nel 1992 il segretario della LREGA Protesta nel parlamento Europeo contro
le limitazioni imposte dall’Italia per la Convenzione di Ginevra
del 1951
Associazioni e
ruolo degli immigrati
L’aggravarsi della situazione politica in Iran (occupazione dell’ambasciata
americana a Tehran e la guerra con l’Iraq), che ha prodotto una
nuova ondata impressionante di profughi verso l’occidente, e l’arrivo
massiccio di altri profughi ed immigrati in Italia provenienti dall’Est
Europa e dal terzo mondo, rendono problematica la gestione dell’immigrazione
che entra in una fase di eterna emergenza. Gli iraniani hanno avuto un
ruolo non indifferente nella creazione di associazioni in difesa dello
statuto dell’immigrato e, soprattutto del rifugiato politico. Parteciparono
attivamente alla consulta comunale del 1983; alla stesura della Legge
943/86 inerente al lavoro dipendente degli stranieri; alla nascita nel
1985 del “Presidio democratico degli immigrati” e alla creazione
della FOCSI (Federazione delle organizzazioni elle Comunità straniere
in Italia) nel 1986, con adesione massiccia di stranieri e delle loro
organizzazioni. Nella composizione della segreteria della FOCSI, in rappresentanza
di una quarantina di organizzazioni di diverse comunità, erano
attivi ben tre organizzazioni della comunità iraniana. Il fenomeno
del terrorismo internazionale ha ulteriormente aggravato la situazione
dei rifugiati politici e immigrati con lavoro autonomo, per i quali, contrariamente
à quanto previsto dall’articolo 10 della Costituzione Italiana
e dalla Convenzione di Ginevra del 1951, non esisteva alcuna regolamentazione
se non il Codice Rocco. La carenza di una regolamentazione adeguata rendevano
i rifugiati politici vulnerabili e soggetti al rimpatrio, dove spesso
li attendeva una condanna capitale, e gli immigrati ricattabili sul lavoro
spingendoli verso il lavoro nero e manovalanza della delinquenza locale.
L’impegno della comunità iraniana diviene più incisivo
in questa fase. Parteciparono attivamente alla lotta al terrorismo; alle
diverse battaglie per i diritti civili e di cittadinanza; alla Consulta
provinciale; alla Prima Conferenza Regionale che scaturì in Legge
17/90 sulla formazione della Consulta Regionale; alle assemblee della
prima Conferenza Nazionale sull’Immigrazione indetta dalla Guarda
Sigilli On. Claudio Martelli e alle sue risoluzioni che portarono all’approvazione
della famosa Legge Martelli; e in particolare, alla battaglia civile per
il ripristino della dignità degli stranieri, intrapresa, sin dal
1988, dal FORUM delle Comunità degli Stranieri in Italia.
Le organizzazioni socio-culturali iraniane, come tante altre e soprattutto
quelle dei profughi dell’Est, si svilupparono e si registrarono
grazie alla continua lotta degli immigrati e rifugiati e alla visione
lungimirante del consigliere delegata all’immigrazione della Provincia
di Roma che istituì, per la prima volta, incentivi per la creazione
di aggregazioni socio-culturali degli stranieri in Italia.
Ne seguì, con il patrocinio del Consiglio Provinciale di Roma e
il sostegno delle associazioni che da anni operavano sul territorio, incontri
di studio, convegni sui diritti umani, mostre, musiche e danze tradizionali,
celebrazione di festività laiche dei paesi d’origine degli
stranieri, racconti, negli istituti scolastici della provincia di Roma,
di tradizioni e culture autoctone e le ragioni dell’immigrazione.
Le associazioni Straniere (Iraniani, Eritrei , Cinesi , Cingalesi, …..)
hanno organizzato i corsi di lingua per i bambini e adulti presso gli
istituti scolastici Italiani, mentre FORUM ha istituito anche corsi di
lingua italiana, musica, informatica e un asilo nido, tuttora funzionante,
per i bambini dei lavoratori stranieri e italiani.
I tornei di campionato calciotto inter- etnico, è tra le attività
socio-culturali più significative organizzate dal FORUM. Nei tornei
il calcio di avvio viene dato da Gianni Rivera, in rappresentanza del
Sindaco di Roma, e la consegna della coppa finale avviene in presenza
dei corpi diplomatici dei paesi partecipanti alla gara.
Il Primo Convegno della Provincia di Roma intitolata “ Rifugiati
politici a Roma Quale Futuro ? si è celebrato nel 11 nov 1987 al
Palazzo Valentini , Con il patrocinio della presidenza del Consiglio Provinciale
che per prima volta i rifugiati Politici di diverse nazionalità
, furono protagonisti alle loro oer le proprie battagli
Le Associazioni hanno intrapreso, presso gli istituti scolastici
La lingua madre
composto da 28 associazioni delle comunità straniere
Nel 1980 si è costituita, in seno alla Fondazione Lelio Basso
ed insieme ad un gruppo di deputati, giuristi e intellettuali italiani,
la “Lega internazionale per la difesa dei diritti civili e democratici
in Iran”
LEGA
“Lega” (Lega internazionale Per La Difesa dei Diritti Civili
e democratici In Iran ) si è costituito nel 1981 ptresso della
lega dei Popoli di Fondazione Lelio Basso a Roma e inizia una nuova fase
di dei arrivi in Italia come prima tappa , delle famiglie e dei rifugiati
per inizio della guerra tra Iran Iraq .
Lega inizio le sue attività con l’assistenza di tutela e
di orientamento ai chiedenti d’asilo dei giovani , collegio dei
avvocati per la tutela dei diritti , pubblicazione di Bollettini di informazione
, scuola di madre lingua presso Scuola di Bernini di Ponte Milvio , Celebrazione
delle feste nazionali Chaharshanbe Suri ( salto sul fuoco per ultimo Mercoledì
dell’Anno. Festa del capodanno Now Ruz , Sisdah Bedar ( fuori porta
del 13 simo giorno), ormai da decennio divenuta una tradizione tra gli
iraniani residenti fuori della patria.
Dal 1983, I Membri della “lega” partecipavano alla Consulta
dell’immigrazione presso il Comune di Roma , Crescente flussi dei
rifugiati iniziati dalla Polonia e dal Paesi dell’EST oltre quelli
provenienti dall’Etiopia, Eritrea, Somalia, Iraq, Iran, Sahrawi
, qualche Berbero di Marocco e i Kurdi di diversi Nazioni , Ai rifugiati
si aggiungevano gli immigrati di altri nazioni per cerca di lavoro, Il
clima in Italia cominciava essere pesante con atti terroristici che peggioravano
già esistente condizione dei Rifugiati Extraeuropei non tutelati
per la mancata Applicazione dell’Art. 10 della Costituzione e per
non avere una tutela dalla Convenzione di Ginevra del 1951 che tutelava
solo i profughi dell’EST . cosiddetto Limitazione dei Confini Geografici..
I rifuggiati,massicciamente arivavano dal cile nel 1973 e dalla Eritrea,
somalia e Etiopia nel 1974
Inizi del’ 80 Ormai in Italia vigeva una campagna antistraniero,
perché terroristi o prevalentemente rubavano i lavori dei italiani
, Italia in quelli anni si registravano un forte numero di disoccupati.
Tantovero che i rifugiati Sotto il mandato dell’Onu erano 86% nel
1980 mentre nel 1986 i rifugiati provenienti dall’est furono solo
4% un calo vertiginoso per i rifugiati del est ma peggi era pewr quelli
extraeuropei che non riuscivano avere una tutela.
La stessa misura diminuivano gli studenti esteri e borsisti che registravano
ormai un 3% anziche 17% come gli anni passati del “ 70
Nel 1986 con la chiusura della Consulta “ Lega fu il promotore di
una organizzazione con il nome Il Presidio , per assistere i rifugiati
di diversa provenienza e la denuncia contro indiscriminata espulsioni
dei rifugiati ed immigrati dovuti a una visione di Emergenza e applicazione
del Testo Unico del Codice Rocco.
Nel 1986 veniva approvata una legge con il N 943 /86 con collaborazione
degli associazioni in campo compreso La “Lega” La Legge approvata
nel Parlamento era elaborata insieme alle associazioni per essere una
legge per i rifugiati e immigrati anziche una legge solo per i lavoratori
immigrati dipendenti . da sottolineare che nessuno aveva il diritto di
stare in Italia perciò non poteva nemmeno essere un lavoratore
dipendente;;
Nel Aprile 1986 IL PRESIDIO non accettando di essere organica a nessun
partito, ponendoci un segretario faccendo calare dall’alto un nome,
ma le associazioni numerosi hanno cambiato subito il nome del Presidio
, di sorpresa hanno scelto un segretario di origine Palestinese e una
nuova sigla “ Federazione delle Organizzazioni e delle Comunità
Straniere in Italia - FOCSI;
Nel 1992 il segretario della LREGA Protesta nel parlamento Europeo contro
le limitazioni imposte dall’Italia per la Convenzione di Ginevra
del 1951.
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