Lega Internazionale per la Difesa dei Diritti Civili e Democratici in Iran - c/o Fondazione Lelio Basso, Via Dogana Vecchia, 5 - 00186 RM
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Rahmat Khosrovi fu promotore e artefice della creazione di numerose associazioni ed attività dedicate alla condizione politica dell'Iran ed a quella degli iraniani in Italia. Oltre a ciò, Khosrovi costituì un ricco archivio che raccoglie e testimonia sessanta anni di attività politiche e sociali degli iraniani. Di seguito proponiamo una parte di questo interessante archivio, riguardante la nascita, gli obiettivi e le vicende legate all'associazionismo ed al coinvolgimento degli iraniani in queste attività.

UNURI

Comunità Iraniana – UPTER- Comune di Roma ( Università Per la Terza Età)

L’esigua presenza iraniana in Italia, come quella nell’Accademia Navale di Livorno e presso il conservatorio di Santa Cecilia di Roma, insieme a un gruppo di commercianti, diventò significativa agli inizi degli anni ‘50, dopo il colpo di stato contro il governo popolare del Dr. Mossadeg, fautore della nazionalizzazione dell’industria petrolifera iraniana sfruttata, fino ad allora ed in modo iniquo, dalla Gran Bretagna.
Dopo il ritorno dello Scià dall’esilio e la restaurazione della monarchia, seguì alla repressione un riflusso dei movimenti popolari e democratici in Iran e l’occidentalizzazione forsennata della società iraniana e delle sue strutture economico – militari.
I flussi d’arrivo vennero stimolati dalla fuga degli intellettuali oppositori al potere dispotico- militare dello Scià , nonché dalle esigenze gestionali dell’apparato amministrativo statale che favoriva, anche economicamente, le famiglie del ceto medio e medio-alto nell’intraprendere gli studi universitari all’estero. Inoltre, la facilità di accesso agli Atenei italiani e la semplicità delle procedure burocratiche, aggiunte all’accoglienza fornita dalle famiglie italiane del dopoguerra, favorivano l’integrazione di questi flussi in Italia.
La presenza degli iraniani in Italia veniva percepita, dagli italiani, come quella di un unico popolo chiamato “Persiani”. Il mosaico iraniano di lingue, etnie e religioni offriva una immagine unitaria dovuta alla convivenza millenaria che di questo mosaico faceva una ricchezza della società iraniana.
Gli intellettuali iraniani, fortemente impregnati di cultura francese, scoprono quella italiana.
Il coinvolgimento professionale degli iraniani in vari settori, in particolare nel frequente doppiaggio a Roma dei film italiani degli anni 50 e 60 , ha avuto un ruolo importante nella diffusione della cultura italiana in Iran.
La vita sociale degli iraniani in Italia si è sviluppata in seno all’UNURI (Organizzazione universitaria italiana), prima, e nei circoli culturali e organizzazioni para – politiche e politiche italiane, poi.
Alla fine degli anni ‘50, gli studenti iraniani di Roma , Firenze e Perugia erano già organizzati in associazioni studentesche a carattere prettamente sindacale per affrontare i problemi logistici e assistenziali dei nuovi arrivati.
Nei primi anni ‘60, la crescita dell’opposizione alla cosiddetta “Rivoluzione bianca” dello Scià, portava alla occupazione militare e alla chiusura di molti atenei nelle città iraniane e aumentava l’arrivo in Italia di nuovi universitari che ingrossavano le file delle organizzazioni studentesche iraniane.
La fuga degli oppositori greci al colpo di stato dei colonnelli e l’effervescenza delle prime lotte studentesche per la riforma universitaria (Lettere e Architettura) crearono il clima favorevole alla politicizzazione delle associazioni studentesche italiane e straniere, tra le quali quelle iraniane, riunite nella “Confederazione Nazionale degli Studenti Iraniani.”
Nel 1964, viene creato a Roma, da un gruppo di intellettuali iraniani, “Il Centro d’Insegnamento e Lavoro”, detto “MAK” che con la sua consistente biblioteca, organizzò corsi di lingua italiana, di pittura, di scultura e di materie scientifiche in supporto ai corsi universitari. Accanto all’attività professionale e assistenziale, ha sviluppato seminari e molte iniziative culturali e di ricerca avvalendosi della collaborazione di eminenti docenti universitari, come i proff. Benevolo e Insolera. Ha fornito impulso e sostegno alla realizzazione di centri similari nelle altre città europee con presenze iraniane.
Con la recrudescenza della lotta contro la monarchia dispotica, gli Iraniani creano in Italia (e in varie città europee ed americane) diverse organizzazioni di denuncia e di difesa dei prigionieri politici e dei diritti umani in Iran.

CUDI

Il Comitato Unitario per la Democrazia in Iran (C.U.D.I.), creato a Roma nei primi mesi del1975, era un organismo autonomo composto da membri iraniani, esponenti antifascisti di diverse collocazioni politiche, che si prefiggeva di promuovere una serie di attività tendenti a sviluppare contatti e iniziative politiche all’estero per la difesa delle libertà e della democrazia in Iran.
Le principali attività di questo comitato si svilupparono attraverso i seguenti mezzi:

- Stampa di un periodico di informazione “IRAN – Cammino della libertà”, pubblicato a partire dal luglio 1975, il cui comitato di redazione annoverava, fra gli altri, i giornalisti Arnaldo Agostini, Piero Eleuteri, Gianfranco Lannutti, Arminio Savioli, l’avv. Guido Calvi (ora senatore), l’arch. Rahmat Khosrovi, coordinatore e promotore del movimento.

- Conferenze sulla situazione iraniana. A mo’ di esemplificazione citiamo la “Conferenza sulla situazione politica e socio-culturale dell’Iran” svoltasi il 20 ottobre a Venezia; l’incontro-dibattito sul tema “Evoluzione della situazione in Iran” tenutosi il 30 ottobre 1978 a Roma presso la Casa della Cultura, con la presenza di personaggi del calibro di Luciana Castellina, Remo Salati, Rinaldo Scheda, Raniero La Valle. Parteciparono all’incontro esponenti politici e studiosi iraniani e rappresentanti delle forze politiche e sindacali italiane; e ancora l’incontro con il giornalista iraniano Rahmat Khosrovi sul tema “Dove va l’Iran?”il 13 dicembre 1979 a Milano presso il Club Turati.

- Mostre culturali e politiche come la Mostra grafica e documentaria sul tema “Repressione e lotta popolare in Iran” che ebbe luogo a Milano, presso il Circolo di via De Amicis 17 dal 29 gennaio al 15 febbraio 1976, e fu inaugurata dal sindaco On. Aldo Aniasi.

- Articoli e comunicati sulla stampa italiana: L’Unità, Paese Sera, L’Ora …ecc.

Il C.U.D.I. ha svolto, inoltre, una vastissima campagna d’informazione sulla situazione dei prigionieri politici in Iran ed ha costituito un collegio di giuristi italiani, tra cui l’avv. Luigi Cavalieri, che assistettero gli intellettuali e democratici iraniani nei processi a loro carico davanti ai tribunali militari dello Scià, inviando anche giornalisti come il dott. Giancarlo Lannutti.
Il 4 luglio 1975, il CUDI partecipò, nella persona del suo promotore arch. Rahmat Khosrovi, con la Fondazione Lelio Basso, alla stesura della “Carta di Algeri” che diede vita alla “Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli”. Nel 1979, durante il primo anno della rivoluzione iraniana, il rappresentante del CUDI, accompagnò la delegazione unitaria dei tre sindacati nazionali (CGIL, CISL e UIL) negli incontri e discussioni con personalità del nuovo governo post rivoluzionario e le organizzazioni sindacali in varie città iraniane.
Con la rivoluzione del settembre 1979 il comitato, che aveva assolto l’obiettivo principale di contribuire alla lotta del popolo iraniano per abbattere la dittatura dello Scià, si trasformò nel 1981 nella “Lega Internazionale per la Difesa dei Diritti Civili e Democratici in Iran” con l’intento di continuare a lottare per realizzare le libertà democratiche e le garanzie civili in Iran.

LEGA

La “Lega Internazionale per la Difesa dei Diritti Civili e democratici In Iran” venne costituita a Roma nel giugno 1981 in seno alla Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli, mentre comincia una nuova fase di arrivi in Italia, come prima tappa , di famiglie e di rifugiati per l’inizio della guerra tra Iran Iraq .
Come si evince dal suo statuto, “La Lega è impegnata per il rispetto in Iran dei diritti umani e delle altre libertà fondamentali internazionalmente riconosciute …. La Lega opera anche perché sia riconosciuto agli esuli e ai profughi iraniani in Italia il diritto di asilo ai sensi dell’art. 10 della Costituzione Italiana e dell’art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.”
La Lega fu costituita in Associazione con atto notorio datato 30 novembre 1987. I soci fondatori furono: l’On. Adele Faccio, deputato; Mohammad Bagher Nassir Sadat Salami, docente universitario; Jubin Fatemi, architetto; Luigi Cavalieri, avvocato; Sergio Giulianati, sindacalista C.G.I.L.; Rahmat Khosrovi, architetto; Asaad Afra, studente. Alla presidenza venne eletta l’On. Giancarla Codrigani, vicepresidente l’On Adele Faccio, che le subentrò, perché dimissionaria, il 25 gennaio 1988.
L’arch. Khosrovi, segretario e coordinatore della Lega dalla sua istituzione, ne venne nominato rappresentante legale il 9 dicembre 1990 e incaricato “a rappresentarla presso gli Enti Locali del Lazio e nella fattispecie presso la Consulta Provinciale di Roma ed a promuovere ufficialmente iniziative che riguardavano il mondo dell’immigrazione nei settori dell’immigrazione, assistenza e cultura d’origine”.
Alla Lega hanno assicurato la loro collaborazione molte personalità italiane e straniere della cultura, della politica, del diritto e del sindacalismo.
I principali progetti presentati dalla Lega agli Uffici Immigrazione del Comune e della Provincia di Roma e della Regione Lazio sono stati:

1) Alfabetizzazione e cultura d’origine (lingua madre).
I corsi hanno avuto inizio nell’anno sc. 1989-90 presso l’I.T.I.S. Fermi – via Trionfale e poi presso l’I.T.I.S. Bernini – via Robilant a Roma, proseguendo complessivamente per 10 anni consecutivi. Va rimarcato che quando nel 1994 vennero pretestuosamente interrotti i finanziamenti da parte della Provincia di Roma, i corsi proseguirono sulla base di puro volontariato fino all’anno sc. 1998-99, sempre ben accetti dalle autorità scolastiche del Bernini grazie al credito personale dell’arch. Khosrovi e per l’apprezzamento delle attività culturali da lui promosse.
Nei 10 anni di attività dei corsi di lingua madre, si sono iscritti complessivamente oltre 250 alunni ai vari livelli, mentre l’attività nel campo della cultura generale ha visto la partecipazione di molte centinaia di adulti ogni anno.


2) Assistenza.
I primi anni di attività della Lega hanno coinciso con una grave repressione in Iran. La Lega organizzò gratuitamente una vasta attività di assistenza ai rifugiati politici iraniani, che sceglievano l’Italia come paese di transizione verso paesi terzi. Migliaia sono stati gli interventi a favore dei richiedenti asilo o transitanti anche di altri paesi, con un impegno talvolta assai pesante che ha gravato particolarmente sul segretario della Lega arch. Rahmat Khosrovi che ha avuto come interlocutori diretti e permanenti, per la molteplicità degli interventi in favore dei richiedenti aiuto, l’alto Commissariato dell’ONU e la stessa Questura di Roma.

3) Intercultura
La Lega lanciò il progetto di intervento interculturale “I giovani del Lazio incontrano i giovani del mondo”, che aveva l’obiettivo di far conoscere le varie realtà ed i valori culturali presenti nella Regione Lazio (e in Italia), di cui i cittadini del mondo erano portatori, coinvolgendo le scuole ed i distretti scolastici. Questo per una conoscenza reciproca tra i Popoli per combattere il razzismo e l’intolleranza.
Il progetto ebbe luogo nell’anno sc. 1993-94 con i Paesi: Iran, Palestina, Libano, relatori l’arch. Rahmat Khosrovi per l’Iran, il regista Abed Hatem per la Palestina e l’arch. Wahib Marzouk per il Libano. Le scuole coinvolte furono: S.M.S. “G. Buzzone” e S.M.S. “Porto Romano”, entrambe a Roma-Fiumicino.
Il progetto si sviluppò attraverso:
- Seminari di storia e cultura sul paese in discussione, concepiti in modo da fornire elementi informativi di base storici, culturali, semantici generali (poesie, fiabe, aneddoti …ecc.), con distribuzione di dispense preparate dai relatori;
- Rappresentazioni musicali, teatrali, di drammatizzazione, nonché organizzazione di mostre di pittura e scultura …ecc. Tale iniziativa era aperta anche ai cittadini del distretto interessato.
Sempre per favorire il dialogo tra le culture dell’immigrazione e la società italiana la Lega inventò la manifestazione “Settimana dei popoli” che diventò poi “Incontro dei popoli”dal 1989 al 1993 in varie prestigiose sedi dall’isola Tiberina del I anno a Villa Borghese del IV.

Lega inizio le sue attività con l’assistenza di tutela e di orientamento ai chiedenti d’asilo dei giovani , collegio dei avvocati per la tutela dei diritti , pubblicazione di Bollettini di informazione , scuola di madre lingua presso Scuola di Bernini di Ponte Milvio , Celebrazione delle feste nazionali Chaharshanbe Suri ( salto sul fuoco per ultimo Mercoledì dell’Anno. Festa del capodanno Now Ruz , Sisdah Bedar ( fuori porta del 13 simo giorno), ormai da decennio divenuta una tradizione tra gli iraniani residenti fuori della patria.

Dal 1983, I Membri della “lega” partecipavano alla Consulta dell’immigrazione presso il Comune di Roma , Crescente flussi dei rifugiati iniziati dalla Polonia e dal Paesi dell’EST oltre quelli provenienti dall’Etiopia, Eritrea, Somalia, Iraq, Iran, Sahrawi , qualche Berbero di Marocco e i Kurdi di diversi Nazioni , Ai rifugiati si aggiungevano gli immigrati di altri nazioni per cerca di lavoro, Il clima in Italia cominciava essere pesante con atti terroristici che peggioravano già esistente condizione dei Rifugiati Extraeuropei non tutelati per la mancata Applicazione dell’Art. 10 della Costituzione e per non avere una tutela dalla Convenzione di Ginevra del 1951 che tutelava solo i profughi dell’EST . cosiddetto Limitazione dei Confini Geografici..
I rifuggiati,massicciamente arivavano dal cile nel 1973 e dalla Eritrea, somalia e Etiopia nel 1974
Inizi del’ 80 Ormai in Italia vigeva una campagna antistraniero, perché terroristi o prevalentemente rubavano i lavori dei italiani , Italia in quelli anni si registravano un forte numero di disoccupati. Tantovero che i rifugiati Sotto il mandato dell’Onu erano 86% nel 1980 mentre nel 1986 i rifugiati provenienti dall’est furono solo 4% un calo vertiginoso per i rifugiati del est ma peggi era pewr quelli extraeuropei che non riuscivano avere una tutela.

La stessa misura diminuivano gli studenti esteri e borsisti che registravano ormai un 3% anziche 17% come gli anni passati del “ 70


Nel 1986 con la chiusura della Consulta “ Lega fu il promotore di una organizzazione con il nome Il Presidio , per assistere i rifugiati di diversa provenienza e la denuncia contro indiscriminata espulsioni dei rifugiati ed immigrati dovuti a una visione di Emergenza e applicazione del Testo Unico del Codice Rocco.

Nel 1986 veniva approvata una legge con il N 943 /86 con collaborazione degli associazioni in campo compreso La “Lega” La Legge approvata nel Parlamento era elaborata insieme alle associazioni per essere una legge per i rifugiati e immigrati anziche una legge solo per i lavoratori immigrati dipendenti . da sottolineare che nessuno aveva il diritto di stare in Italia perciò non poteva nemmeno essere un lavoratore dipendente;;

Nel Aprile 1986 IL PRESIDIO non accettando di essere organica a nessun partito, ponendoci un segretario faccendo calare dall’alto un nome, ma le associazioni numerosi hanno cambiato subito il nome del Presidio , di sorpresa hanno scelto un segretario di origine Palestinese e una nuova sigla “ Federazione delle Organizzazioni e delle Comunità Straniere in Italia - FOCSI;

Nel 1992 il segretario della LREGA Protesta nel parlamento Europeo contro le limitazioni imposte dall’Italia per la Convenzione di Ginevra del 1951

Associazioni e ruolo degli immigrati

L’aggravarsi della situazione politica in Iran (occupazione dell’ambasciata americana a Tehran e la guerra con l’Iraq), che ha prodotto una nuova ondata impressionante di profughi verso l’occidente, e l’arrivo massiccio di altri profughi ed immigrati in Italia provenienti dall’Est Europa e dal terzo mondo, rendono problematica la gestione dell’immigrazione che entra in una fase di eterna emergenza. Gli iraniani hanno avuto un ruolo non indifferente nella creazione di associazioni in difesa dello statuto dell’immigrato e, soprattutto del rifugiato politico. Parteciparono attivamente alla consulta comunale del 1983; alla stesura della Legge 943/86 inerente al lavoro dipendente degli stranieri; alla nascita nel 1985 del “Presidio democratico degli immigrati” e alla creazione della FOCSI (Federazione delle organizzazioni elle Comunità straniere in Italia) nel 1986, con adesione massiccia di stranieri e delle loro organizzazioni. Nella composizione della segreteria della FOCSI, in rappresentanza di una quarantina di organizzazioni di diverse comunità, erano attivi ben tre organizzazioni della comunità iraniana. Il fenomeno del terrorismo internazionale ha ulteriormente aggravato la situazione dei rifugiati politici e immigrati con lavoro autonomo, per i quali, contrariamente à quanto previsto dall’articolo 10 della Costituzione Italiana e dalla Convenzione di Ginevra del 1951, non esisteva alcuna regolamentazione se non il Codice Rocco. La carenza di una regolamentazione adeguata rendevano i rifugiati politici vulnerabili e soggetti al rimpatrio, dove spesso li attendeva una condanna capitale, e gli immigrati ricattabili sul lavoro spingendoli verso il lavoro nero e manovalanza della delinquenza locale. L’impegno della comunità iraniana diviene più incisivo in questa fase. Parteciparono attivamente alla lotta al terrorismo; alle diverse battaglie per i diritti civili e di cittadinanza; alla Consulta provinciale; alla Prima Conferenza Regionale che scaturì in Legge 17/90 sulla formazione della Consulta Regionale; alle assemblee della prima Conferenza Nazionale sull’Immigrazione indetta dalla Guarda Sigilli On. Claudio Martelli e alle sue risoluzioni che portarono all’approvazione della famosa Legge Martelli; e in particolare, alla battaglia civile per il ripristino della dignità degli stranieri, intrapresa, sin dal 1988, dal FORUM delle Comunità degli Stranieri in Italia.

Le organizzazioni socio-culturali iraniane, come tante altre e soprattutto quelle dei profughi dell’Est, si svilupparono e si registrarono grazie alla continua lotta degli immigrati e rifugiati e alla visione lungimirante del consigliere delegata all’immigrazione della Provincia di Roma che istituì, per la prima volta, incentivi per la creazione di aggregazioni socio-culturali degli stranieri in Italia.
Ne seguì, con il patrocinio del Consiglio Provinciale di Roma e il sostegno delle associazioni che da anni operavano sul territorio, incontri di studio, convegni sui diritti umani, mostre, musiche e danze tradizionali, celebrazione di festività laiche dei paesi d’origine degli stranieri, racconti, negli istituti scolastici della provincia di Roma, di tradizioni e culture autoctone e le ragioni dell’immigrazione.

Le associazioni Straniere (Iraniani, Eritrei , Cinesi , Cingalesi, …..) hanno organizzato i corsi di lingua per i bambini e adulti presso gli istituti scolastici Italiani, mentre FORUM ha istituito anche corsi di lingua italiana, musica, informatica e un asilo nido, tuttora funzionante, per i bambini dei lavoratori stranieri e italiani.
I tornei di campionato calciotto inter- etnico, è tra le attività socio-culturali più significative organizzate dal FORUM. Nei tornei il calcio di avvio viene dato da Gianni Rivera, in rappresentanza del Sindaco di Roma, e la consegna della coppa finale avviene in presenza dei corpi diplomatici dei paesi partecipanti alla gara.


Il Primo Convegno della Provincia di Roma intitolata “ Rifugiati politici a Roma Quale Futuro ? si è celebrato nel 11 nov 1987 al Palazzo Valentini , Con il patrocinio della presidenza del Consiglio Provinciale che per prima volta i rifugiati Politici di diverse nazionalità , furono protagonisti alle loro oer le proprie battagli
Le Associazioni hanno intrapreso, presso gli istituti scolastici

La lingua madre


composto da 28 associazioni delle comunità straniere

Nel 1980 si è costituita, in seno alla Fondazione Lelio Basso ed insieme ad un gruppo di deputati, giuristi e intellettuali italiani, la “Lega internazionale per la difesa dei diritti civili e democratici in Iran”

LEGA

“Lega” (Lega internazionale Per La Difesa dei Diritti Civili e democratici In Iran ) si è costituito nel 1981 ptresso della lega dei Popoli di Fondazione Lelio Basso a Roma e inizia una nuova fase di dei arrivi in Italia come prima tappa , delle famiglie e dei rifugiati per inizio della guerra tra Iran Iraq .
Lega inizio le sue attività con l’assistenza di tutela e di orientamento ai chiedenti d’asilo dei giovani , collegio dei avvocati per la tutela dei diritti , pubblicazione di Bollettini di informazione , scuola di madre lingua presso Scuola di Bernini di Ponte Milvio , Celebrazione delle feste nazionali Chaharshanbe Suri ( salto sul fuoco per ultimo Mercoledì dell’Anno. Festa del capodanno Now Ruz , Sisdah Bedar ( fuori porta del 13 simo giorno), ormai da decennio divenuta una tradizione tra gli iraniani residenti fuori della patria.

Dal 1983, I Membri della “lega” partecipavano alla Consulta dell’immigrazione presso il Comune di Roma , Crescente flussi dei rifugiati iniziati dalla Polonia e dal Paesi dell’EST oltre quelli provenienti dall’Etiopia, Eritrea, Somalia, Iraq, Iran, Sahrawi , qualche Berbero di Marocco e i Kurdi di diversi Nazioni , Ai rifugiati si aggiungevano gli immigrati di altri nazioni per cerca di lavoro, Il clima in Italia cominciava essere pesante con atti terroristici che peggioravano già esistente condizione dei Rifugiati Extraeuropei non tutelati per la mancata Applicazione dell’Art. 10 della Costituzione e per non avere una tutela dalla Convenzione di Ginevra del 1951 che tutelava solo i profughi dell’EST . cosiddetto Limitazione dei Confini Geografici..
I rifuggiati,massicciamente arivavano dal cile nel 1973 e dalla Eritrea, somalia e Etiopia nel 1974
Inizi del’ 80 Ormai in Italia vigeva una campagna antistraniero, perché terroristi o prevalentemente rubavano i lavori dei italiani , Italia in quelli anni si registravano un forte numero di disoccupati. Tantovero che i rifugiati Sotto il mandato dell’Onu erano 86% nel 1980 mentre nel 1986 i rifugiati provenienti dall’est furono solo 4% un calo vertiginoso per i rifugiati del est ma peggi era pewr quelli extraeuropei che non riuscivano avere una tutela.

La stessa misura diminuivano gli studenti esteri e borsisti che registravano ormai un 3% anziche 17% come gli anni passati del “ 70


Nel 1986 con la chiusura della Consulta “ Lega fu il promotore di una organizzazione con il nome Il Presidio , per assistere i rifugiati di diversa provenienza e la denuncia contro indiscriminata espulsioni dei rifugiati ed immigrati dovuti a una visione di Emergenza e applicazione del Testo Unico del Codice Rocco.

Nel 1986 veniva approvata una legge con il N 943 /86 con collaborazione degli associazioni in campo compreso La “Lega” La Legge approvata nel Parlamento era elaborata insieme alle associazioni per essere una legge per i rifugiati e immigrati anziche una legge solo per i lavoratori immigrati dipendenti . da sottolineare che nessuno aveva il diritto di stare in Italia perciò non poteva nemmeno essere un lavoratore dipendente;;

Nel Aprile 1986 IL PRESIDIO non accettando di essere organica a nessun partito, ponendoci un segretario faccendo calare dall’alto un nome, ma le associazioni numerosi hanno cambiato subito il nome del Presidio , di sorpresa hanno scelto un segretario di origine Palestinese e una nuova sigla “ Federazione delle Organizzazioni e delle Comunità Straniere in Italia - FOCSI;

Nel 1992 il segretario della LREGA Protesta nel parlamento Europeo contro le limitazioni imposte dall’Italia per la Convenzione di Ginevra del 1951.

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